L'ho portato ovunque dentro il mio zainetto e ogni tanto lo tiravo fuori per rimirare il suo immaginifico contenuto.
Ha l'aspetto di una Moleskine ma, a differenza dei famosi taccuini da viaggio, il “mio” libricino è pieno di foto.
Era gennaio quando Thorimbert mi ha scritto un sms carico di eccitazione.
Più o meno diceva: “Ho qui un libro di foto di rara bellezza. Sarebbe bello condividerlo sul blog”.
Eccolo, il Librino, insieme al contenuto del mio zainetto:

Le fotografie che animano le pagine del libro sono realizzate da Gilbert Garcin, classe 1929, ex venditore di lampadari.
Una volta andato in pensione ha cominciato a scattare.
Cosa che non aveva mai fatto prima.
Ha scoperto, ormai avanti negli anni, il modo di liberare il suo genio creativo con una macchina fotografica analogica.
Ha voluto rappresentare i ricordi, le esperienze, le elaborazioni mentali della sua vita di uomo qualunque, offrendoci una specie di autobiografia artefatta del Signor Nessuno.
Lo ha fatto e lo fa tutt'ora nel modo più diretto possibile, creando immagini evocative e visionarie con una tecnica super artigianale, fotografando in bianco e nero le scenografie costruite con forbici, taglierini, colla, spago, sassi e oggetti di uso quotidiano dove egli stesso recita, inserito con la tecnica del collage, il ruolo dell'uomo qualunque.
I contesti sono paradossali e trattano temi filosofeggianti come il trascorrere del tempo, l'esistenza umana, la solitudine, i rapporti tra uomo e donna.
Le didascalie delle fotografie offrono la chiave di lettura per l'interpretazione delle immagini e fanno parte integrante e inscindibile delle opere.
Le sue immagini hanno la stessa intensità, lo stesso linguaggio sintetico delle poesie.

La cupidigia La condizione umana

Il segno Al centro

Quando il vento arriverà Le praterie non sono più verdi

L'unione Uno sguardo sull'arte contemporanea

La rottura
L'ambizioso Divergenze

La partenza Il porto di Attracco
Quel signore anziano, quasi calvo, con la schiena un po' curva e un cappotto demodè, è lo stesso Garcin che ci accompagna nelle sue rappresentazioni, regolarmente pervase da una piacevolissima vena ironica e malinconica.
Alcune volte la moglie, donna dotata di santa pazienza, dedizione e capacità di sopportazione, appare sulla scena da co-protagonista.
Gilbert Garcin ha sentito forte il bisogno di esprimere se stesso, la sua visione del mondo, dopo una vita apparentemente ordinaria.
E l'ha sviluppato, questo bisogno, con l'arte della fotografia che gli ha permesso di liberare qualcosa dentro di se in quel momento che segnava una svolta nella sua esistenza: il momento della fine delle responsabilità, dei doveri, degli orari e dei ritmi imposti dalla vita lavorativa di chi deve portare a casa la pagnotta e, per forza, deve scendere a compromessi senza tante “distrazioni”.
E' affascinate vedere come l'impeto creativo può arrivare in qualsiasi momento, con qualsiasi cultura, educazione ed esperienza.
Ancora una volta è evidente come la tecnica e l'attrezzatura fotografica siano semplici strumenti al servizio di chi ha qualcosa da dire e che permettono di esprimere il bisogno e la voglia di comunicare i propri sentimenti e le proprie visioni e interpretazioni dell'esistenza umana.
E' molto stimolante, per noi osservatori, interpretare queste fotografie e ritrovare un po' di noi stessi e del nostro mondo lì dentro.
Mi si riempie il cuore di gioia nel vedere come un uomo ormai ultraottantenne si dia ancora da fare per mettere in scena con ironica acutezza le misere debolezze umane e ridere di se stesso e di tutti noi.

Il tempo universale Il mulino dell'oblio
“Il mulino dell'oblio” è la rappresentazione emblematica di come Garcin interpreta un aspetto della misera condizione umana, con il suo personalissimo sense of humor.
Ci adattiamo alla nostra sorte continuando imperterriti il cammino lento e faticoso che ci fa muovere in cerchio, senza andare da nessuna parte, cancellando le tracce del nostro passaggio ma rinnovando, ad ogni giro, il nostro percorso.
Lasciamo tracce profonde che scompaiono, annullate dal peso delle nostre dolorose fatiche. Per andare dove? E perché?
Matteo Oriani.
Editor at large, The blog behind the images.
Matteo Oriani è un fotografo.
Colto ed acuto osservatore delle immagini e delle menti che le producono.
Insieme a Raffaele Origone forma il duo professionale Oriani-Origone.
Nelle loro foto danno vita ad oggetti altrimenti inanimati.
Gilbert Garcin
Mister G.
124 pagine
Postcard edizioni
25,00 euro
Mister G appears thanks to Francesca S.
Please, please, click on the pictures to enlarge.













